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Vino biodinamico la degustazione che fa tendenza

Spesso si sente parlare di questa tipologia di vino, a volte con estrema conoscenza da chi ama conoscere i vini e degustarli, a volte con diverse inesattezze, dato che si confondono vini naturali e vini biodinamici, ordinandoli nei locali o comprandoli in enoteca in modo intercambiabile.

E invece no: l’agricoltura biodinamica, quella da cui si ottengono gli omonimi vini, è ben altro che l’agricoltura “naturale” di un tempo… scopriamo perché.

Agricoltura e vinificazione biodinamica

Per molti amanti della degustazione vino, che sia già esperto oppure frequenti un corso di avvicinamento al vino, la scoperta dei vini biodinamici può essere sorprendente, dato che non rappresenta solo una tendenza ma anche una filosofia di produzione e di selezione delle materie prime.

L’agricoltura biodinamica aspira ad un equilibrio tra la tecnica di viticoltura e la natura, che può dare risultati notevoli sul piano del gusto, anche se a volte viene contestata come vinificazione stessa. Come mai? Le scuole di pensiero sono tante, si sa, e i tanti sommelier e degustatori di vino non sempre sono d’accordo sulla qualità di un prodotto…

Data la tendenza in atto, comunque, molte aziende che producono vino hanno pensato bene di riservare alcuni prodotti a tali produzioni, etichettandoli come vino biodinamico per consumatori e critici che li hanno accolti in modo molto positivo.

Per questo, il vino biodinamico si sta sempre più ricavando una fetta di estimatori e acquirenti, che amano le sue caratteristiche.

Prima di tutto, il vino biodinamico diventa una pura espressione del territorio e dei ritmi naturali che lo governano per secoli.

Ogni anno cambiano le condizioni atmosferiche e astrali sotto le quali il vino si coltiva, e ogni annata di biodinamico può essere una gradevole scoperta, sempre vivace e di colore intenso.

La filosofia biodinamica

Il metodo di coltivazione biodinamico nasce negli anni Venti dalle teorie di Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia ovvero la medicina alternativa che studia la vita sul pianeta e le leggi che la manifestano, collegando natura organica, anima e spirito.

I concetti che sono alla base dell’agricoltura biodinamica, incontrano l’enologia nelle produzioni di vino ma valgono per ogni prodotto della terra. La cura del terreno va effettuata solo con i preparati biodinamici, ovvero dei composti di materie prime biologiche e naturali, che a detta degli esperti biodinamici, favoriscono la crescita delle piante in modo corretto, sia nell’immediato sia nel preservarle durante il tempo.

Alcuni preparati per il terreno biodinamici stimolano la formazione dell’humus della terra mentre altri favoriscono l’assorbimento di luce e calore. Per preparare tali composti, si devono studiare le caratteristiche del terreno, ma anche le fasi astrali connesse al terreno stesso. La terra vive da secoli di cicli, legati alle stagioni e ai mutamenti cosmici. Per questo, le influenze astrologiche fanno parte del sapere utile perché i processi biologici si inneschino sul terreno.

Germogliazione, crescita e maturazione sono connessi ai ritmi naturali e cosmici, quindi i coltivatori biodinamici seguono come gli antichi le fasi lunari, quelle mensili e annuali. Le piante, così, potranno esprimere al meglio le loro potenzialità e creare un mix di sapori unici, solo tramite una stimolazione biodinamica.

Anche nell’utilizzo di antiparassitari, pesticidi e medicinali per le piante, questa disciplina favorisce invece l’uso di reazioni chimiche che vadano a riequilibrare le piante stesse tramite processi chimici naturali, senza utilizzare agenti chimici sintetici.

Il fatto che si presti attenzione a questi aspetti è dovuto non solo per una filosofia di rispetto della natura e dei suoi tempi, ma anche per il fatto che ogni alimento coltivato diventa poi parte delle nostre cellule, e il fatto che sia stato prodotto nel migliore dei modi possibili, secondo almeno i biodinamici, è garanzia di benessere oltre che di bontà.

La viticultura biodinamica

Sia nella coltivazione dei vitigni che nelle fasi di vinificazione e affinamento, chi segue la viticoltura biodinamica, ne segue anche i 3 principi fondamentali.

  • Mantenere la fertilità della terra, stimolando le materie nutritive già presenti con i preparati biodinamici – cornosilice e cornoletame, humus nella radice della vite.
  • Non usare composti chimici, ma creare delle reazioni della pianta ai parassiti o alle malattie.
  • Produrre uve di alta qualità,

Il cornoletame (500), è un preparato che stimola i processi di formazione dell’humus nel terreno, tramite la preparazione con letame di vacca (ovvero che abbia partorito almeno una volta) predisposto in un corno e sotterrato per tutto l’inverno. Andrà poi dinamizzato con l’acqua, diluito in modo da incrementare la fertilità del terreno.

Il cornosilice (501), rappresenta un preparato a base di silice, da spruzzare sulle piante per potenziare le forze luminose, ovvero l’assorbimento della luce già proprio della silice. Una forza che regola la maturazione dei frutti nelle giuste tempistiche.

Si utilizza un quarzo con un principio attivo di ossido di silicio che, quando si polverizza, crea una superficie riflettente vasta, posta sul corno di vacca e sottoposto all’energia di calore e luce estiva. Una volta accumulate le proprietà desiderate, si spruzza sulle piante e diffonde la luce accumulata sulla vite, trasfondendo la capacità di rigenerarsi e resistere ai raggi solari.

Di certo questo disciplinare biodinamico di coltivazione della vite è abbastanza controverso e discusso tra esperti, sommelier e viticoltori. In ogni caso, si devono escludere dalle coltivazioni gli additivi aromatici, batteri ed enzimi che non siano derivanti da processi naturali, zuccheri in eccesso e sistemi per l’acidificazione e la chiarificazione.

Il vino biodinamico: pro e contro

I metodi di viticoltura in questione secondo molti aiutano la vite ad esprimere al meglio dei frutti con aromi complessi, delle uve con zuccheri dotati di una valenza maggiore a livello energetico e di intensità, che dovrebbero dar corpo a vini naturali e ricchi di sostanze nutritive.

Senza aggiungere lieviti esterni ma solo quelli presenti sulle uve, e seguendo il calendario lunare anche nella vendemmia e nei travasi del vino, il risultato dovrebbe essere di grande esperienza di gusto, con una qualità alta delle uve che si riversa nell’alta qualità dei vini.

Degli ottimi vini, quelli biodinamici, che non si è capito se derivino dalle ottime uve o dai processi adottati… la tendenza della degustazione vini biodinamici di certo, riguarda gli appassionati della bevanda di Bacco ma anche sommelier ed esperti che nutrono ammirazione ma anche delle riserve, a volte, su questa tipologia di vini.

In ogni caso, molti produttori biodinamici italiani e stranieri hanno assecondato la tendenza, e le etichette di vino biodinamico in commercio sono ormai molto note, come il Domaine Leflaive Montrachet Grand Cru, il Messorio Le Macchiole, il San Fereolo di Nicoletta Bocca o il Coulée de Serrant di Nicolas Joly.

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